Ma la più combattuta tra le battaglie è quella sulla scelta delle vacanze. Il braccio di ferro inizia agli albori dell'anno nuovo, quando non prima. Io, fervente indecisa, mi diverto a fare e disfare itinerari. Technoco, inamovibile muro di gomma, pare indifferente a qualunque proposta, da Aachen a Zanzibar. L'importante è riservargli un lasso di tempo fatto solo di ozio. Io saltabeccherei qua e là, incapace di godermi con la dovuta lentezza il piacere dei luoghi. Lui incollerebbe il sedere alla sedia, inchiodando poi la stessa a un qualunque balcone o, se proprio ci tengo, alla piazzola di un qualsiasi campeggio. Tra questa e il bar non dovrebbe esserci una distanza maggiore di un paio di centinaia di metri.
Da qualche anno, abbandonata almeno temporaneamente la velleità del grande viaggio, mi concentro sull'Europa, che poi si finisce per amore o per forza quasi sempre in Francia. Quest'anno, ho deciso che sarà lui a progettare e organizzare tutto, pensando così di forzarlo all'azione e illudendomi che suonasse come minaccia. Questo è successo tre mesi fa, la decisione è rimasta però unilaterale. Complice la voglia di Mafalda di vedere Londra e la sua allergia all'inglese scolastico, io sto puntando a un bel giro in Inghilterra. Mi frena solo la guida a destra, che mi è già costata una macchina noleggiata tanti anni fa in Scozia. In alternativa i treni e gli autobus, viene voglia di prenderli solo per utilizzare i servizi di prenotazione on line.
Progetto una Gita a Scarborough solo per scoprire che non è come me la sono sempre immaginata.
Nella lista dei desideri più ovvi, eccetto Londra: Abbey Road, il castello di Alnwick, cioè Hogwarts, lo stone circle di Castlerigg, Haworth, il villaggio delle sorelle Bronte, Chesil Beach nel Dorset, Holkham Beach nel Norfolk, che tra l'altro è stato il seto di Shakespeare in love. E, se esistesse, il castello di Blandings.
Per tentare il consorte potrei variare il tema dell'itinerario, virando sulle birre. Giochiamoci questa carta.